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QuelloCheSento
musica
21 ottobre 2009
QuelloChe iPod 19
Raf - Per tutto il tempo: trascinante unico inedito dell'imminente best live del cantautore pugliese. Ennesima rivisitazione dell'amore eterno. Grande dispendio di archi che mandano il sottoscritto in sollucchero.
Samuele Bersani - Il bombarolo
: traccia attualissima (disponibile solo nel circuito del download digitale) che uno dei miei cantautori preferiti ha inserito nel suo ultimo bel lavoro discografico, Manifesto abusivo, e che è un'intensa cover dal repertorio di Fabrizio De Andrè. Bersani l'aveva già proposta dal vivo durante l'omaggio televisivo al cantautore  genovese della scorsa primavera nel salotto di Fabio Fazio ed essendo risultata piuttosto riuscita ha pensato bene di inciderla in studio. Non credo che in linea di massima sia difficile dal punto di vista vocale interpretare un brano di De Andrè (artista che venero),  la sfida reale è renderlo personale. Bersani riesce a non far rimpiangere l'originale, e mi sembra già un bel traguardo.
MIKA - I see you: struggente ballata che nemmeno il falsetto del cantante riesce a rendere mielosa. L'atmosfera intima del pezzo è rafforzata dall'uso del piano e dai cori in crescendo sul finale.
Alicia Keys - Doesn't mean anything: in una sola parola, raffinato. La voce dell'interprete d'oltreoceano vola leggera sulle note del suo fedele pianoforte per un brano che vuole raccontare la centralità dell'amore a discapito di qualsiasi valore materiale.
Skunk Anansie - Because of you: ritorno alla grande per la band inglese dopo 10 anni d'assenza. Peccato che la reunion sia al momento limitata ad un tour celebrativo e alla pubblicazione di un greatest hits di prossima uscita con soli tre inediti, dei quali questo è finora l'unico degno di nota. Sonorità alternative alla Muse e la cazzutissima voce di Skin, vero marchio di fabbrica, che forse meriterebbe un progetto con un dispendio maggiore di tempo e risorse. Vorrei andarli a vedere a Milano il 15 novembre? C'è qualcuno disposto ad accompagnarmi?
Betty Vittori - Shadow dancing: vocalist di poca fortuna che ha inciso questo brano per la colonna sonora di Chewingum, tipico prodotto cinematografico giovanilista degli anni '80. Sarà kitsch, ma a me fa venir voglia di baciare un ricciolone biondo con gli occhi azzurri in riva al mare sotto le stelle. Per la serie "volevo essere Isabella Ferrari", bella e stronza.

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musica
9 febbraio 2009
QuelloChe i-Pod 18
  • Lady GaGa - Poker face: al secolo Stefani Joanne Germanotta, originale cantautrice italoamericana sempre più in ascesa nel  paillettatissimo mondo della pop-dance. Dopo il successo planetario del suo singolo di lancio, Just dance, questo brano ne riprende furbescamente in pieno il sound, tralasciando però gli inserti hip-hop. La voce ricorda palesemente quella di Christina Aguilera, soprattutto negli acuti, anche se la straripante personalità di Lady GaGa la rende inevitabilmente vincente sul momentaneo impasse creativo della prima interprete. E poi è troppo camp e quindi da amare senza riserve.
  • Niccolò Agliardi - Perfetti: intensa e involontaria risposta poetica alle strampalate teorie esposte dal cantautore Povia nel brano che presenterà al prossimo Sanremo. Con la partecipazione del bravo Virginio nei cori, questo pezzo risulta un'amaro esempio della frequente incapacità per molte coppie omosessuali di vivere la propria storia d'amore alla luce del sole a causa di convenzioni sociali poco tolleranti nei confronti della diversità. Nonostante l'autore non sia omosessuale, ha avuto la grande sensibilità di cogliere l'essenza unificatrice dell'amore al di là di qualsivoglia combinazione sessuale.
  • Sebastien Tellier - La ritournelle: un spettacolare brano del 2004 realizzato dal cantautore francese all'insegna di un pop jazz quasi del tutto strumentale. Un brano etereo in cui il pianoforte e la batteria la fanno da padroni. Fino a quando gli archi e dei cori molto seventies prendono il sopravvento. Il caleidoscopico video che accompagna la canzone è da vedere dall'inizio alla fine.
  • Paola Iezzi - Io mi perdono (Alone): per me le sorelline Iezzi, in coppia o prese singolarmente, non sbagliano un colpo. Anche questa incursione nell'R&B di Paola è un altro esempio di raffinata qualità. Di respiro internazionale, questa autoproduzione meriterebbe un'attenzione maggiore. Video glamour in bianco e nero, in cui la cantante interpreta svariati personaggi che dovrebbero rappresentare la solitudine amorosa.
  • The Killers - Human: la mia passione per questo gruppo rock alternativo statunitense risale al 2004, anno del bellissimo album Hot Fuss. Con questo pompatissimo singolo riusciranno nell'intento di diventare mainstream. Il singolo è forse poco originale, ma il fascino magnetico di Brandon Flowers, ancora più magro, riesce a supplire alla banalità. Da rimandare ai posteri la risposta alla domanda "siamo tutti umani o ballerino"?
  • Raffaella Carrà - Din don dan: una delle sigle meno famose di Nostra Signora della Televisione, ma non per questo meno bella. Realizzata nel 1974 in occasione dell'inarrivabile varietà Milleluci, in cui si divisero il palco due talenti straordinari (Mina e la Carrà) questo pezzo è la classica marcetta, tipica del repertorio musical-televisivo dell'epoca. Il ritornello è assolutamente irresistibile. So già che non me lo toglierò più dalla testa fino a quando non mi addormenterò.
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musica
19 novembre 2008
QuelloChe i-Pod 17
  • Franco Battiato & Carmen Consoli - Tutto l'universo obbedisce all'amore: primo duetto estratto dalla raccolta di preziose collaborazioni che il cantautore siciliano ha collezionato per il terzo  capitolo (anche se il titolo riporta il numero 2 per esaltare la peculiarità di questo album)  della trilogia di Fleurs, una serie di album che contengono alcuni classici reinterpretati da Battiato. Questo è l'unico ispirato inedito dell'intero lavoro. Una ballata che mi ricorda molto Stranizza d'amuri, canzone di qualche decennio fa dello stesso artista.
  • Giorgia - Per fare a meno di te: in attesa dell'ennesimo Greatest Hits in uscita tra due giorni, Giorgia presenta uno dei pochi inediti della raccolta. Il pezzo spinge molto sulla malinconia, che anche il pianoforte non fa altro che esaltare. Essenziale ed elegante.
  • Giusy Ferreri & Tiziano Ferro - L'amore e basta!: il mio brano preferito in assoluto di questi giorni. Unica canzone in cui Ferro ci mette anche la voce e non solo le parole. Tralasciando un fastidioso difetto di pronuncia di Gaetana ("vojo", anziché "voglio"),  il pezzo è un meraviglioso condensato sulla forza dell'amore.
  • Britney Spears - Womanizer: per quanto mi riguarda, la Spears si è riscattata in pieno con questo scatenato brano dalle recenti debacles musicali. Il ritornello è irresistibile. Qualcuno mi porti a ballare!
  • Fiorella Mannoia & Tiziano Ferro - Il re di chi ama troppo: altra collaborazione di pregio per il mio amato Tiziano, che ha regalato questo brano alla Mannoia. Lei è come sempre bravissima e riesce a rendere personale anche un pezzo come questo. Mi ricorda vagamente Belle speranze.
  • Ombretta Colli - Cocco fresco, cocco bello: nei primi anni '80 Franco Battiato scriveva molte canzoni per alcune originali interpreti femminili (Alice, Giuni Russo, Milva), forse nel tentativo di ridare lustro alla quasi defunta carriera di Ombretta Colli, nel 1983 anche a lei toccò uno dei più strani brani dell'artista siciliano. Il testo è quasi delirante, oscilla tra feste dell'Unità e calde sale d'attesa in cui "viaggiatori stanchi si grattano un po' il pube". Il ritornello facile facile è sottolineato da un coro maschile che continua a ripetere un mantra aborigeno.
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sentimenti
23 luglio 2008
QuelloCheCito 01
Io mi sento me stesso solamente quando sono solo. Il rapporto con gli altri non mi viene naturale: mi richiede uno sforzo.

(Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi)


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musica
17 giugno 2008
QuelloChe i-Pod 16
  • Malika Ayane feat. Pacifico - Sospesa: versione italiana dell'onirica Soul waver, canzone elettro-pop nota ai più come colonna sonora dello spot Saab. Il testo e la voce del cantautore Pacifico danno un tocco di elegante calore a questa versione.
  • Francesco De Gregori - L'infinito: ultima traccia del nuovo lavoro del Principe, Per brevità chiamato artista. Piano e archi e un testo breve ma incisivo per descrivere un'impalpabile sensazione di malinconia. Mi ricorda Sempre e per sempre, uno dei suoi pezzi più recenti, che preferisco in assoluto tra quelli della sua discografia.
  • Colbie Caillat - Bubbly: delicata e leggera canzone pop che ha il pregio di mettermi di buon umore. La voce della giovane cantante americana è più cristallina di quella di Adele, ma me ne ricorda comunque il fraseggio e una certa rochezza.
  • Leona Lewis - Better in time: continua a sfornare singoli di successo e riesce pure a prendere il posto di Amy Winehouse per interpretare la mitica title song del nuovo film di James Bond. Se la Carey ha ormai preso la strada del R&B più trucido, ci pensa questa giovane cantante a percorrere le strade del pop più facile e melenso. Sarò un inguaribile romantico, ma a me questo pezzo piace parecchio.
  • Sam Sparro - Black and gold: io amo decisamente questa canzone electrofunk danzereccia che riesce a rimanere elegante senza cadere nella tamarrata facile. Voce profonda, quasi soul per un giovane artista che è pure caruccio. Un anti-Mika, solo che Sparro non si nasconde dietro un dito e dichiara apertamente la propria omosessualità.
  • Alberto Camerini - Rock 'n' roll robot: e qui prende il sopravvento la mia anima di bambino. Da piccolissimo ero affascinato  da questo strano alieno, vestito e truccato come Arlecchino, tanto che finii per travestirmi anch'io per Carnevale con la maschera classica della Commedia dell'Arte. Questa è la canzone che diede maggior successo ad uno dei maggiori esponenti della musica elettronica dei primi anni '80. Suoni elettronici distorti con precisi riferimenti agli anni '50 e allo ska.
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televisione
16 maggio 2008
QuelloCheAmo 15
Una delle sequenze più romantiche e, allo stesso tempo, tristi che io ricordi in un cartone animato. La scena dell'addio tra Oscar e la regina Maria Antonietta è la mia preferita dell'intera serie d'animazione nota ai più come Lady Oscar. Sarà per quel vento che sembra spazzare via l'amicizia intercorsa tra le due protagoniste, sarà per quelle lacrime inarrestabili, sarà per lo struggente commento musicale, ma non smette mai di emozionarmi, di commuovermi, nonostante l'abbia vista e rivista decine di volte. La perfezione del character design di Michi Himeno e Shingo Araki raggiunge vette inarrivabili in questa sequenza. Per non parlare del pittoresco paesaggio che fa da sfondo all'intera scena. Semplicemente perfetta.

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musica
13 maggio 2008
QuelloChe i-Pod 15
  • Coldplay - Violet Hill: primo fortissimo singolo estratto dall'imminente nuovo lavoro del mio adorato gruppo inglese di alternative rock. Scaricato gratuitamente dal sito ufficiale della band capitanata da Chris Martin, il pezzo rock si presenta con un arrangiamento piuttosto grezzo, meno lezioso, un sound evidentemente diverso rispetto a quello a cui ci hanno abituato i Coldplay con i loro album precedenti.
  • Luca Barbarossa - Via delle storie infinite: il cantautore romano sembrava essersi perso per la via (non Margutta) e invece sembra aver ritrovato la vena poetica con questa tenera e malinconica canzone. Piano ed archi ad incorniciare una ballata acustica di buon livello.
  • Baustelle - Colombo: violenta invettiva citazionista contro il perbenismo imperante, il tornacontismo e il conformismo, la prima traccia di Amen suona forse troppo simile a Charlie fa surf, ma piace comunque. Bello il video con il gruppo in doppia versione finto-pop e zombie.
  • Sara Bareilles - Love song: nonostante il nome faccia pensare al mondo latino, la giovane cantautrice è di nazionalità statunitense ed ha raggiunto il successo con questo singolo di facile presa, uscito negli USA nel 2007 e arrivato in Europa solo adesso. Grinta al piano per una canzone allegra che tenta di sfatare i luoghi comuni sulle canzoni d'amore.
  • The Ting Tings - Great DJ: bella energia per un pezzo punk-elettronico di un gruppo indie britannico. Il testo non è molto significativo, ma la musica è trascinante abbastanza per spingerti a scatenarti sulla pista, lasciandoti trasportare dal ritornello quasi ipnotico.
  • Mina - Nessuno al mondo: romanticissimo pezzo del 1970 cantato divinamente dall'imperatrice della musica italiana. Praticamente una canzone in crescendo senza alcun ritornello. Uno dei miei singoli preferiti di sempre della Tigre di Cremona.
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televisione
10 aprile 2008
QuelloCheAmo 14

Con immensa gioia ho scoperto che da qualche giorno è ripresa su Italia 1 (tutte le mattine alle 7.20) la programmazione di uno dei miei cartoni animati preferiti di sempre. Mi riferisco a quel capolavoro per immagini noto come Anna dai capelli rossi (Akage no An), prodotto in Giappone nel 1979 con la supervisione del premio Oscar Hayao Myazaki e con la regia di Isao Takahata. La serie arrivò in Italia nel 1980 e riscosse immediatamente un enorme successo, tanto che il merchandising legato alla serie fu esteso (dalle figurine alle bambole). Anche il 45 giri dell'omonima sigla italiana divenne vendutissimo, nonostante fosse un evidente plagio di Rivers of Babylon dei Boney M. La serie fu trasmessa ripetutamente dalla Rai fino alla fine degli anni '90, quando i diritti di trasmissione passarono a Mediaset. La frequente programmazione di Anna ha permesso anche a quelli della mia generazione di apprezzare un prodotto di così grande qualità. E' quasi impossibile non innamorarsi di un personaggio positivo come quello della protagonista. Le vicende (tratte da un libro semi-autobiografico di Lucy Maud Montgomery) sono ambientate nell'isola canadese del Principe Edoardo all'inizio del secolo scorso. Anna è un'orfanella che per errore entra nella vita, forse troppo arida, di Marilla e Matthew, due fratelli quarantenni rimasti single. La gioia di vivere, l'ottimismo e la spiccata fantasia di Anna porteranno i due fratelli a prendersi cura della piccola bambina e darle quell'affetto che le era stato negato fin dalla nascita. La vita quotidiana di Anna scorre tranquillamente nella piccola cittadina rurale di Avonlea tra i giochi con la sua amica del cuore Diana e gli impegni scolastici, anche se incontrerà alcune difficoltà d'integrazione, ad esempio lo scontro con l'odiato maestro, che la porterà ad abbandonare la scuola per un certo periodo, o la sua ostinata repulsione per il compagno di classe Gilbert, che ha osato prenderla in giro per i suoi odiati capelli rossi. L'amore della sua nuova famiglia farà maturare Anna e le sue inclinazioni letterarie, anche se un evento luttuoso la porterà a ridimensionare le sue aspirazioni, senza però sminuire la sua realizzazione personale.
La qualità tecnica dell'anime è altissima, basti pensare agli sfondi in cui si svolgono le vicende della piccola Anna, spesso simili a dei pittoreschi acquarelli, e alla minuzia con cui sono ricostruiti anche i più piccoli elementi scenografici (ucciderei per il servizio da thè di Marilla!). I colori usati sono spesso molto tenui, senza scadere però in melense tonalità pastello. Magistrali le diverse combinazioni cromatiche che si alternano al passare delle stagioni.
Un inno alla diversità e all'importanza di accettarsi per quel che si è, ma anche una storia di formazione, che, nonostante sia impregnata di una certa etica protestante, spinge a lottare per realizzare ciò che si sogna, dando vita ad una concezione salvifica della fantasia.

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