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QuelloCheSento
letteratura
8 luglio 2008
Ansia da collezione


E ora che ho cominciato mi toccherà completare la collezione che si preannuncia lunghetta e costosissima. Ogni volume contiene due annate di striscie del famoso fumetto creato dal quel gran genio di Charles M. Schulz. Il prezzo è però proibitivo! Se si considera che Peanuts cominciò ad essere pubblicato quotidianamente dall'ottobre 1950 fino al febbraio del 2000, mi aspettano ben 25 volumi da 25,00 € ciascuno (inflazione permettendo). Facendo un rapido calcolo, la soddisfazione di avere l'opera omnia delle avventure di Snoopy & co. mi costerà la bellezza di 625,00 €! Che dite rivendo subito il primo tomo prima che diventi un irrecuperabile e spiantato peanuts-dipendente?

mulder77atgmaildotcom 
letteratura
4 luglio 2008
La solitudine dei numeri primi
 
E' di oggi la notizia che La solitudine dei numeri primi (azzeccatissima metafora matematica per rendere comprensibile l'isolamento quotidiano che viviamo tutti), opera prima di Paolo Giordano, ha trionfato ieri all'ultima edizione del Premio Strega. E proprio ieri pomeriggio ho finito di leggere questo gradevolissimo testo, che mi aveva incuriosito (spinto anche da un innegabile fascino fisico dell'autore), dopo averne sentito parlare da Giordano stesso durante un'intervista nel talk-show di Serena Dandini, Parla con me.

Il libro racconta una storia suddivisa in capitoli collocati in periodi cronologici diversi ma sequenziali (un po' come lo stratagemma usato spesso da Michael Cunningham) e ha come protagonisti principali Mattia e Alice, due ragazzi che per via di alcuni traumi infantili hanno elevato una sorta di muro tra loro e la società contemporanea che li circonda,
sempre più frenetica e svuotata di valori. Nonostante i tentativi disperati di recupero delle rispettive famiglie, via via sempre più rassegnate, Mattia e Alice finiscono per sfogare la propria disperazione in ossessioni che finiranno per renderli ancora più soli di quanto non siano già. Ma forse sarà proprio l'emarginazione, la loro eccentricità agli occhi degli altri, che li porterà a legarsi l'una all'altro vicendevolmente, quando i loro destini si incroceranno all'interno del liceo che entrambi frequentano. Nel microcosmo che i due costruiscono faticosamente, la loro amicizia diventa l'unico modo per affrontare i propri fantasmi e le proprie paure. Ma sarà proprio l'esclusività del loro rapporto che finirà per renderli paradossalmente ancora più soli, quando si riveleranno entrambi incapaci di affrontare un distacco fisico. La delusione li porterà a delle scelte apparentemente sbagliate o decisamente sterili dal punto di vista umano. Ma proprio nel finale che sembra poter dare un senso alle solitudini innaturali e alienate che li caratterizzano, Giordano sente l'esigenza di far vivere delle epifanie ai personaggi che trasformano la loro apparente difformità in una libertà totale, anche se poco consolatoria. Un'apologia delle diversità di qualsiasi genere (c'è anche un personaggio omosessuale di contorno) che, nonostante il rischio costante di un'alienazione e un'autoemarginazione senza via d'uscita, riesce ad esaltare la capacità dell'essere umano di adattarsi alle difficoltà e a trovare il modo per sopravvivere in una società, che forse chiede troppo a coloro che dovrebbero andare a costituirla.


mulder77atgmaildotcom 
letteratura
26 giugno 2008
La grande utopia di Maya
Mi sembra proprio che aspettare 32 anni per leggerne finalmente la fine siano più che sufficienti!

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letteratura
13 febbraio 2008
"Fun Home" di Alison Bechdel

Alison Bechdel è una fumettista americana, tradotta in tutto il mondo, famosa soprattutto per la sua striscia Dykes to watch out for (Lesbiche a cui fare attenzione), incentrata sulle vicende quotidiane di alcune lesbiche e i loro amici. Fun Home è una graphic novel autobiografica, pubblicata, con grande e inaspettato successo, dalla Bechdel nel 2006, opera che si è guadagnata il primo posto nella classifica redatta dalla rivista Time dei libri più belli del 2007. Il titolo del fumetto si riferisce alla Funeral Home gestita realmente dal padre dell'autrice, molto simile all'attività di onoranze funebri a gestione familiare vista nel telefilm Six Feet Under.
La Bechdel parla principalmente del suo controverso rapporto col padre e la sua famiglia non convenzionale, partendo dalla sua infanzia per arrivare fino a quando un tragico evento avrà un risvolto inaspettato nelle vicende raccontate. L'autrice deve la sua formazione culturale soprattutto al padre, fortemente interessato alla letteratura e all'arte. Le tavole sono spesso accompagnate da citazioni letterarie esplicite: dall'Ulisse di Joyce, a Camus e Proust fino a Fitzgerald. Le vicende personali della famiglia Bechdel sembrano intrecciarsi continuamente con quelle letterarie, lasciando spesso il dubbio che la loro vita volontariamente imitasse l'arte. La stessa morte del capofamiglia viene definita dalla disegnatrice come "ambigua", poiché sembra sfiorare una volontà suicida, cara alle tematiche di certe opere di Albert Camus. Ma i dubbi per le dinamiche della morte del padre, lasciano immediatamente spazio all'inaspettata e inequivocabile verità legata alla sua doppia vita. La Bechdel, lesbica dichiarata, scopre che il proprio genitore è sempre stato quello che oggi viene definito ipocritamente bisessuale. Infatti, spesso il padre aveva avuto fugaci esperienze omosessuali, a mala pena tenute nascoste alla moglie. Questa nuova realtà mette in discussione tutto il rapporto della Bechdel col proprio genitore, gettando una luce del tutto nuova sulla sua vita familiare e sul valore dell'educazione impartitale dal padre. Un rapporto difficile, mai scontato, forse l'unico possibile in una famiglia "autistica", come la definisce la stessa fumettista in una vignetta esplicativa dei rapporti intercorsi tra i membri della sua famiglia. "Autismo" inteso come una forma necessaria di indipendenza per sopravvivere agli altri componenti del nucleo familiare e portare avanti le proprie inclinazioni artistiche o sessuali. Quasi un'apologia dell'individualismo imperante nella società attuale. Da sottolineare anche il bellissimo parallelismo tra il coraggio di fare coming out e l'eroismo del quotidiano. Un motivo in più per evidenziare la differenza nel modo di affrontare la vita tra l'autrice e il padre: la prima ne esce fuori come un'eroina, mentre il secondo appare come uno schiavo delle convenzioni sociali. Sarebbe ingiusto però fermarsi a un giudizio così affrettato. Dopo tutto se la Bechdel trova il coraggio di affrontare sè stessa e la società in cui vive, lo deve all'illuminante educazione sentimental-letteraria ricevuta dal padre. Le scelte di vita di quest'ultimo non sono così deprecabili, se hanno contribuito a permettere alla figlia di crescere forte delle proprie convinzioni e dell'imprescindibile necessità di essere sè stessi.

mulder77atgmaildotcom 
letteratura
29 giugno 2007
"L'età del Bronzo" di Eric Shanower: l'epica a fumetti

Le vicende narrate da Eric Shanower in The Age of Bronze (questo il titolo originale della graphic-novel) sono strettamente ispirate alla famosa guerra di Troia. Dopo essersi documentato minuziosamente (basta consultare la corposa bibliografia che accompagna ogni volume per rendersi conto dell'immane lavoro fatto dall'autore), Shanower è riuscito a ricreare nei minimi dettagli l'atmosfera e il contesto storico che fanno da sfondo agli eventi raccontati (solo in parte) nell'Iliade di Omero. Rifiutandosi apertamente di inserire qualsivoglia elemento fantastico (ad esempio, le divinità greche non sono parti attive, non diventano personaggi reali come succede nelle opere omeriche), Shanower riesce a dare maggiore realismo e umanità alle azioni e ai pensieri dei mitici personaggi che animano la storia della conquista della città di Troia. Lo stesso stile fortemente realistico del suo disegno dona maggiore veridicità all'intera opera. Il fumettista riesce a rappresentare nella sua totalità l'uomo greco dell'età del bronzo, inserito nel suo contesto storico, sociale e religioso, rifuggendo dal politically correct o da autocensure. E' così che il sacrificio di Ifigenia da parte del padre Agamennone appare necessario perché la Storia abbia il suo corso, l'aspetto superstizioso del culto pagano passa in secondo piano; l'amore di Achille verso il compagno d'armi Patroclo non è deriso o criticato, è rappresentato come un'altra forma d'amore, al pari del forte trasporto che Menelao prova per Elena, il cui rapimento diventa la causa ufficiale del conflitto tra Achei e Troiani. Il senso dell'onore e i legami di sangue sono elementi fondamentali che riescono a farci capire come una civiltà evoluta sotto molti altri aspetti come quella greca fosse ancorata a principi di origine tribale. La ricostruzione ambientale dell'antica Grecia è ai limiti della perfezione, dalle acconciature agli abiti, dalle armi agli edifici ed ai paesaggi, dai riti religiosi dei sacerdoti alle vita quotidiana dei pastori. E' un'opera che riesce a coinvolgere sia il più puntiglioso degli storici che il più svogliato dei lettori, equilibrio che non è riuscito al cinema né allo scandaloso Troy né a 300, dove le licenze degli autori sono state un po' troppo libere, soprattutto nel primo caso (ho ancora il dente avvelenato per Patroclo fatto passare come cugino di Achille!)
La saga de L'età del Bronzo (meritatamente vincitrice di numerosi premi) è tutt'ora in via di pubblicazione negli Stati Uniti, mentre in Italia sono uscite le traduzioni dei primi due volumi (Mille navi e Sacrificio) grazie alla Free Books, negli USA a luglio dovrebbe uscire il terzo (Betrayal Part I - Tradimento Parte I). Per la complessità dell'intera operazione le uscite sono piuttosto lente, sebbene in America sia possibile acquistare i singoli capitoli che compongono ogni volume, ma vista la qualità del risultato è un'attesa che viene ben ripagata.

mulder77atgmaildotcom 
letteratura
23 agosto 2006
QuelloCheHoLetto

          
Sebbene i giorni di ferie del sottoscritto siano stati numericamente piuttosto risicati, ho trovato il tempo di finire di leggere ben due libri che in modo diverso ho apprezzato.

Il primo è un romanzo scritto a quattro mani da Edoardo Albinati, scrittore piuttosto affermato, e da Filippo Timi, alle prime armi come autore letterario, ma già apprezzato attore teatrale.
Quest'opera è una sorta di romanzo di formazione tragicomico, ispirato in gran parte dalle vicende autobiografiche del portentoso attore. Filo, il protagonista del libro, è una summa di tutte le diversità possibili (fisiche, sociali, sessuali): gli manca solo di essere di colore per completare il quadro della sfiga, ma sarebbe stato un elemento poco realistico per un romanzo così fortemente attaccato alla realtà della provincia italiana. La lettura di questo testo è scorrevole e avvincente (soltanto l'ultimo capitolo è un po' arduo, in quanto scritto in dialetto umbro). Si resta completamente affascinati dalle vicende stralunate, ma dolorosamente vere, di questa sorta di Forrest Gump perugino. La sensibilità sfiorata in alcuni passi è talvolta profondissima: vedi le pene d'amore sofferte per la compagna d'infanzia e quelle poche piccole gioie che quest'ultima riesce a procurarle. A volte un complimento per un maglione (seppur usato) può tirarti fuori da un inferno quotidiano fatto di rinunce e umiliazioni. E' un libro che rifugge dal patetico ed esalta l'autoironia, ancora di salvezza da una depressione sicura per un uomo di minori risorse. Filo ha una forza d'animo invidiabile, riesce a riscattarsi da una povertà materiale e culturale attraverso la recitazione. E' l'unica attività che lo rende invincibile agli occhi degli altri, quando è sul palco può dettare legge a suo piacimento (si permette di mettere sadicamente alla prova l'amore dei suoi ammiratori), sembra perdere qualsiasi invalidità fisica. Tuttalpiù muoio è un libro che mi è entrato nel cuore. Sarà che forse un po' tutti vorremmo trovare un modo per mascherare le nostre debolezze o addirittura renderle i nostri punti di forza.

Il secondo libro è una raccolta di racconti a tematica omosessuale, giunto ormai al suo quinto capitolo e curato da Daniele Scalise. Oggetti di questa raccolta sono i topoi della letteratura gay, ossia alcuni temi ricorrenti come il coming out o l'incontro sessuale fine a sè stesso, tipico di un certo ambiente omosessuale. Il livello della qualità dei racconti è, come spesso accade in raccolte del genere, discontinuo. Ma la genuinità delle intenzioni dei singoli riscatta l'intero progetto. E' molto facile identificarsi nelle esperienze raccontate dagli autori in questo testo:  chi non ha mai avuto una fag-hag, ovvero un'amica frociarola? E chi non ha rimpianti per una storia d'amore, fugace ma intensa, ormai finita? Di sicuro quasi nessuno ha avuto l'esperienza, al limite del blasfemo, raccontata nell'ultimo capitolo di questa antologia. Non è un caso che sia l'unico racconto non italiano, ma prodotto dell'anticlericale Spagna zapateriana.

mulder77@gmail.com




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letteratura
22 settembre 2005
Ciao, Sailor

Il faro di Matt era così grande che lui poteva viverci dentro.
Ogni notte accendeva la grande lanterna per guidare le navi al sicuro verso casa.
Le persone si sentivano rassicurate quando vedevano la luce splendente che brillava nell'oscurità.
Le persone lontane in mare, come Sailor1.

Rose viveva alla fine delle dune di sabbia. Ogni giorno come pranzo portava a Matt pane e formaggio. Qualche volta portava anche una fetta di torta o del salmone affumicato.
Matt era troppo impegnato per fare acquisti. Doveva continuare a sorvegliare il mare. Ma soprattutto Matt continuava a cercare con lo sguardo Sailor.
Un giorno Sailor era andato per mare.
"Ritornerò per te", gli aveva detto Sailor quando era partito. "Poi navigheremo insieme per il mondo, solo io e te".

"Matt!" Rose urlò nel vento. "Ti ho portato il pane!" Non ci fu risposta. Rose sospirò. "Dimentica Sailor," disse. "Sono sicura che lui si sia dimenticato di te. Scommetto che ora si trovi su una spiaggia da qualche parte o in fondo al mare!"

Il vento soffiava furiosamente. Quasi fece cadere Felix mentre saliva sulle dune per consegnare la posta di Matt. Di solito Matt chiaccherava con Felix, ma ormai non ne aveva più il tempo. Era troppo impegnato a fissare le navi che passavano. Matt non avrebbe mai dimenticato qual era l'aspetto della nave di Sailor. E non avrebbe mai dimenticato nemmeno l'aspetto di Sailor.

"Matt!" urlò Felix. "Ho una lettera per te!"
"E' di Sailor?"
"No, è di Emma. Oh, tu e il tuo Sailor! Scommetto che sia stato inghiottito da una balena. O sia stato catturato dai pirati!"
"Puoi aprire la lettera per me, Felix?" urlò Matt dalla cima del faro.
"Awww!" strillò Seagull2. "Awww!"
"E' di Emma,"gridò Felix tra il rumore. "Verrà a farti visita. E' il tuo compleanno domani!"
"E' vero!" disse Matt. "Facciamo una festa. Siete entrambi invitati. A domani, Felix. A domani, Rose."

Matt si era completamente dimenticato del suo compleanno. Era stato troppo occupato a pensare a Sailor. "Scommetto che ritornerà domani," pensò Matt. "In tempo per il mio compleanno. E così ci vedremo."
"Awww!" disse Seagull.
Matt trovò delle bandierine in una cesta per decorare il faro. "Avremo bisogno anche di una torta," si disse. "E del rum. Sailor ama il rum."

Il giorno dopo il vento era cessato e il sole splendeva.
Felix diede a Matt una nave in bottiglia e Rose portò una grande scatola di cioccolatini. Il regalo di Emma era un vero maglione da marinaio che aveva fatto a maglia da sola.
"E' per quando Sailor ritornerà," spiegò. "Per quando vi imbarcherete insieme."
"Giusto." Matt sorrise. "Navigheremo insieme per il mondo."

Felix suonò un allegro motivo con la fisarmonica e tutti iniziarono a cantare e a ballare.
Ma nessuno aprì la bottiglia di rum e il maglione di Matt al tatto era ruvido.
Matt andò a controllare che la lanterna del faro fosse regolarmente accesa. "Dopo tutto," pensò, "Sailor non è capace di trovare la via al buio."

Più tardi quella notte, quando le stelle brillavano e i gli ospiti erano tornati a casa a dormire, un uomo camminava sulla sabbia verso il faro.
"Matt!" disse in un forte sussurro.
"Sei sveglio?" Non ci fu risposta.
"Ehilà!"
Ma il vento era così forte che trascinava via le sue parole.

L'uomo entrò nel faro e salì lungo la ripida scala a chiocciola. Il suo cuore batteva forte.
"Matt?" disse di nuovo. Ancora nessuna risposta. Aprì la porta piano piano.
"Sailor!" esclamò Matt."Sei ritornato!" Non poteva credere ai suoi occhi. "Ciao, Sailor!"
Sailor rise. "Pensavi che ti avessi dimenticato? Pensavo che avremmo navigato insieme per il mondo."
"Si," urlò Matt. "Ti stavo aspettando!"

I due amici non sapevano se ridere o piangere. Girarono in tondo, per guardarsi meglio l'un l'altro. Era come se stessero danzando.
Sailor era tornato!
Si sedettero fuori sotto le stelle e mangiarono la torta rimasta e bevvero un po' di rum. Sailor raccontò a Matt storie sul mare e sui paesi lontani che aveva visitato, e su come avrebbero navigato insieme per il mondo.
Era quasi l'alba quando Matt e Sailor finalmente si diressero verso la barca.
"Awww!" strillò Seagull. Stava andando via anche lui. "Awww!"

Tutto era tranquillo quel giorno al faro. Nient'altro che piatti sporchi e tazze, e le lanterne cinesi volavano via per la brezza.
"E' tipico di Matt lasciare tutto in disordine," borbottò Rose.
"Non riesco a sentire Seagull," disse Felix. E se Seagull era andato via, dov'era Matt?
"Matt!" urlò Rose. "Maaatt!"
Entrarono nel fare e salirono gli ottantatre scalini fino in cima.
"Matt, dove ti sei nascosto?" disse Rose ansimando.
Ma la sua camera era vuota. E anche la sala motore con la grande lanterna era vuota.
"E' andato via," disse Felix.

Rose continuava ad andare al faro tutti i giorni, come prima. Anche Felix lo faceva, anche se non c'erano mai lettere per Matt. Adesso si appoggiavano sul parapetto e fissavano il mare.
"E' andato via su una barca per cercare Sailor," disse Felix. "Scommetto che è andata così."
"Si dimenticherà di noi" disse Rose, "quando sarà su una spiaggia."
"Forse è stato inghiottito da una balena."
"O la sua barca è affondata."
"O i pirati l'hanno catturato."
Rose e Felix guardavano le navi in mare.
Aspettando che Matt tornasse a casa.

(Testo di André Sollie, McMillan Children's Book. La traduzione è la mia.)

1. Letteralmente Marinaio.
2. Letteralmente Gabbiano.

Questo breve racconto è stato pubblicato nel mercato anglosassone come libro illustrato per bambini. Non credo conoscerà mai la stessa sorte in Italia. Ed è un vero peccato. E' una storia d'amore semplice e tenera, che mostra la relazione tra due uomini come qualcosa di naturale persino agli occhi di un bambino.

mulder77@gmail.com




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letteratura
4 settembre 2005
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Se non dovessi aggiornare il blog per qualche giorno, non vi preoccupate. Sto solo ravanando tra lo scibile umano qui
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mulder77@gmail.com




permalink | inviato da il 4/9/2005 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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