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QuelloCheSento
sentimenti
21 marzo 2010
Latest news
- L'ultimo CD (primo di una trilogia) di Paola Turci è qualcosa di sublime. Attendo con ansia il secondo, ormai di prossima uscita.
- A brevissimo, promozione (graditissima) e nuovo trasloco (molto meno gradito).
- Sono sempre fottutamente single.
- La mia ipotetica classifica dell'ultimo Sanremo è la seguente: 1) Malika Ayane 2) Irene Grandi 3) Sonohra. Tra i giovani l'unica meritevole di vittoria era Nina Zilli.
- Mine vaganti è uno dei film di Ozpetek più riusciti. Daniele Pecci in versione gay (pure troppo!) è stata una gioia per gli occhi.
- Una maledetta influenza ha fatto saltare la mia trasferta milanese. E con essa il concerto di Ludovico Einaudi.
- Glee è la serie del prossimo decennio.
- Vedere Sade dal vivo sarà la mia prossima irrinunciabile meta.
- Avatar è un'emerita cagata in uno sfavillante 3-D.
- Interi CD di cover famose sono insopportabili! Viva i cantautori!
- Mi sveglio troppo spesso nel cuore della notte. E riaddormentarmi, senza avere qualcuno da abbracciare, comincia a pesare.
- Siamo in un neo-medioevo tutto italiano: troppe censure, troppo servilismo clericale, troppo clientelismo feudalistico.
- Leggere la biografia di Giuni Russo ha reso ancora più triste ai miei occhi il vergognoso trattamento riservato a questa grande artista.
- Questo blog non è morto. E' solo in coma farmacologico.

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permalink | inviato da QuelloCheSento il 21/3/2010 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
cinema
28 luglio 2008
Marisa Merlini 1923 - 2008


Marisa Merlini era una delle poche superstiti del Cinema italiano degli anni d'oro. Un'attrice di talento e di una bellezza verace quanto la sua sfacciata schiettezza tutta romana. Per me rimarrà sempre la levatrice da cinema neorealista rosa dei primi due capitoli cinematografici di Pane amore e.... Oppure spalla dei più grandi attori del secolo scorso da Totò, a Sordi, alla Magnani, con la quale condivise il palcoscenico della rivista e della vita. Un pezzo di bel Cinema che se ne va.

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permalink | inviato da QuelloCheSento il 28/7/2008 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
musica
21 luglio 2008
Donne così (un po' mignotte)

Incisa appositamente per la colonna sonora del film di straculto Caramelle da uno sconosciuto di Franco Ferrini, uscito nelle sale cinematografiche nel 1986, Donne così rappresenta l'unico tentativo (a mio modesto parere riuscito) dell'attrice Athina Cenci (che adoro) di cimentarsi con la musica leggera. Il brano è stato scritto da Smaila e Minellono e sembra essere stato ispirato da Avanti bionda, una canzone di Paolo Conte, che viene esplicitamente citata dalla Cenci nell'intro a cappella. Il testo è banalotto, niente di eccezionale diciamo, però il pezzo riesce comunque a risultare incisivo, forse per l'interpretazione sentita dell'attrice  pratese. Per quanto ne sappia, Donne così non è mai stata pubblicata su alcun supporto discografico, infatti l'unica versione che gira in rete è quella estratta dalla colonna sonora del film, tanto è vero che in alcuni momenti si sentono rumori di scena e alcune battute degli attori. La canzone assume maggior valore trashofilo soprattutto se si considera il film  per cui è stata scritta. La pellicola narra la storia di un gruppo di prostitute che si alleano per contrastare un misterioso serial killer che tenta di farle fuori una ad una. Il cast è quanto di più trash si potesse concepire: insieme alle validissime Athina Cenci, Barbara De Rossi e un'inarrivabile Laura Betti versione blonde, troviamo Marina Suma, Anna Galiena, Mara Venier e un'esordiente e sempre burina Sabrina "So' Semplisce" Ferilli. Assolutamente da vedere.

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cinema
2 luglio 2008
Kabluey
Mettete insieme una bravissima Lisa Kudrow nel ruolo di una fedifraga moglie di un soldato americano impegnato in Iraq, il fratello di quest'ultimo venuto in soccorso della nuora per badare ad una coppia di  nipotini irrequieti e uno dei lavori più alienanti che abbiate mai visto e avrete Kabluey. Il trailer, uno dei più invitanti a cui ho assistito di recente, contiene una sequela di scene da antologia. La storia sembra divertente, soprattutto perché sembra abitata da gente totalmente fuori di testa. Ho deciso: l'omino blu è il mio nuovo guru! Speriamo arrivi presto a diffondere il verbo anche in Italia.

Can I ask you a question? Are you... a clown?

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cinema
1 luglio 2008
Mezzi alternativi

Considerati gli esponenziali e continui aumenti della benzina e il fatto che per continuare ad avere una vita sentimentale o per poter seguitare a dire di avere una famiglia mi tocca spostarmi tutti i weekend, direi che il NekoBus mi sembra la soluzione ideale per risolvere questo mio gravoso problema.

Che poi anche un giro su Totoro me lo farei volentieri!!

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cinema
27 giugno 2008
The Mudge boy

Ambientato nel Vermont rurale dei giorni nostri, The Mudge boy è una perla del cinema indipendente americano, diretta nel 2003 dal regista Michael Burke. Il protagonista della pellicola, Duncan Mudge, è interpretato da un bravissimo Emile Hirsch, che con Into the wild ha dato un'ulteriore conferma delle sue enormi capacità attoriali. Distaccandosi da un certo cinema d'autore autoreferenziale e, spesso, volutamente criptico, The Mudge boy è l'esempio lampante di come si possa parlare di adolescenza, elaborazione del lutto e ricerca della propria identità sessuale senza essere banali o volutamente strappalacrime. Duncan, è un ragazzo dalla spiccata sensibilità che deve affrontare la fulminea dipartita della madre, nonchè unica referente familiare che riesce davvero a comprendere la sua originalità. Il rapporto col padre è pressocché inesistente, soprattutto dopo che quest'ultimo si rinchiude in sé stesso nel tentativo di affrontare il proprio dolore per la perdita della moglie. Chiusura accentuata dall'incapacità del padre di comprendere le stranezze del figlio. Duncan è fin troppo affezionato alle galline della fattoria (che era abituato a curare insieme alla madre), tanto da portarne sempre con sé una bianca, quasi come fosse un cagnolino. Inoltre, forse nel tentativo di rinverdire il ricordo della madre, Duncan prova ad indossare di nascosto i vestiti della stessa con grande disappunto del padre, intimamente terrorizzato dalla possibile diversità del figlio. Quest'ultimo non ha dei veri amici con cui relazionarsi: la sua stranezza, scambiata per stupidaggine, l'ha confinato ai margini delle rapporti con i suoi coetanei, che si rivelano solo dei balordi che cercano di sfruttarlo per divertirsi a sue spese (in tutti i sensi). Soltanto Perry, uno di questi pseudo-amici, cerca di entrare nel complicato mondo di Duncan, probabilmente perché si sente in qualche modo legato ad esso. L'omosessualità repressa di Perry, soffocato da una comunità oppressiva e da un padre violento, è la spinta per le vicende che chiudono il film. Le contrastanti reazioni di chi credeva suo unico amico e i continui soprusi degli altri ragazzi costringono Duncan a reagire nell'unico modo socialmente accettabile nella ristretta comunità rurale in cui vive. Un'inaspettata violenza lo porta a rinunciare alla sua innocenza e a quanto più ama, all'unico legame vivente con la madre defunta. Quella crudeltà, però, non si rivelerà vana. Forse finirà per riavvicinarlo al padre nel commovente finale. The Mudge boy è l'esempio lampante di come sia quasi impossibile non omologarsi nella società attuale per non finire per sentirsi un alieno. Di come sia difficile accettarsi e accettare gli altri per ciò che si è, a prescindere dalle proprie inclinazioni sessuali. La diversità dev'essere vissuta come una ricchezza per sè stessi e per gli altri. Non è una caratteristica da cui rifuggire. Finiremmo per perdere qualcosa di cui potremmo pentirci molto presto. O troppo tardi, che è ancora peggio.

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fotografia
18 giugno 2008
Una lacrima sul viso

No, Daniel Craig non sta piangendo per il recente incidente accadutogli sul set del nuovo Bond, ma per l'obiettivo della fotografa inglese Sam Taylor-Wood. Questa ha convinto alcuni degli attori più famosi di Hollywood a mostrarsi in uno dei momenti più rari (per alcuni) ma più teneri (per quanto mi riguarda) per gli appartenenti al sesso forte: il pianto. Personalmente potrei donarmi completamente ad un uomo in apparenza impassibile, ma che non ha remore a farsi vedere in lacrime. Trovo che sia sintomo di estrema sicurezza personale mostrarsi agli occhi altrui in un frangente così intimo. E poi quest'eventualità fa venir fuori immediatamente la Candy Candy che in me!

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cinema
11 giugno 2008
X-Files 2: il trailer in italiano
Che emozione risentire le voci dei doppiatori italiani di Mulder e Scully! Il 22 agosto si avvicina...

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sfoglia
ottobre        maggio

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Filippo Timi, Peggio che diventare famoso, Garzanti. ***

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